cronaca

Assembramenti a Milano, e se dovessimo tornare tutti in casa per colpa loro?

La movida di Milano presa d’assalto da centinaia di giovani per l’immancabile aperitivo. Molti erano senza mascherine e le distanze di sicurezza erano un miraggio. La città che ha non ha ancora vinto la sua battaglia contro il coronavirus, mette a rischio l’Italia intera.

Mascherine: un optional, per lo più abbassate sul mento, bambini, biciclette e distanze di sicurezza non rispettate. Milano mette a rischio tutta Italia perchè non riesce a fare a meno dell’aperitivo sui Navigli. Le immagini della folla lungo le sponde dei Navigli, nei giorni scorsi, hanno fatto arrabbiare (lui ha usato un altro termine meno nobile) il sindaco Giuseppe Sala, che le ha definite “vergognose”, e in un video messaggio ai cittadini su Facebook ha lanciato un vero e proprio aut aut.  Approfittando della riapertura di bar e chioschi che vendono birra d’asporto, ieri nel tardo pomeriggio è sembrato di tornare al pre Covid. Le trasgressioni di massa sono destinate a ripetersi, con ogni probabilità, anche nei giorni a venire e probabilmente assumeranno ogni giorno di più proporzioni preoccupanti, per usare un eufemismo.

Le immagini della folla lungo le sponde dei Navigli, nei giorni scorsi, hanno fatto “arrabbiare” il sindaco di Milano Giuseppe Sala, che le ha definite “vergognose”, e in un video messaggio ai cittadini su Facebook ha lanciato un vero e proprio ‘ultimo avviso’. “Non sono un politico da metafore, ma da atti – ha tuonato Sala – o le cose cambiano oggi, non domani, non è un ‘penultimatum’ è un ultimatum, o io domani prenderò  provvedimenti: chiudo i navigli, chiudo l’asporto. E poi lo spiegate voi ai baristi perché il sindaco non gli permette di vendere”.

“Noi non solo siamo in crisi dal punto di vista sanitario – ha continuato il sindaco di Milano – ma siamo in una profondissima crisi socio economica. Milano ha bisogno di tornare a lavorare, a lavorare! Questo è il punto, non è un vezzo, non è una voglia riaprire, è una necessità. Io sto e starò sempre dalla parte di quelle famiglie che fanno fatica ad arrivare a fine mese, sto dalla parte di quelli che vanno a lavorare, non a divertirsi – ha sottolineato – per portare a casa quanto necessario”.

Non permetterò che quattro scalmanati senza mascherina, uno vicino all’altro, mettano in discussione tutto ciò. Potevamo essere inconsapevoli, non pienamente consapevoli, due o tre mesi fa, e anche io lo sono stato – ammette ancora una volta – ma adesso no, dopo tutto quello che abbiamo visto”. L’incoscienza di fine febbraio, oggi, dopo aver contato 14.745 morti in Lombardia non è davvero ammissibile, da stasera ci metto più vigili, anche se non è ‘guardia e ladri’ – ha aggiunto – non è un gioco. Non possiamo permettercelo in una città da 1 milione e 400 mila abitanti e 1.700 km di strade. Senza testa  – ha concluso – c’è l’1% dei milanesi, quelli sono l’1%. E non lascerò che l’1% metta in difficoltà il 99% dei milanesi”.

 

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