cronaca

Omicidio Luca Sacchi, la madre: se avessi Del Grosso tra le mani, lo ammazzerei

Mancano quasi dieci giorni all’inizio del processo per la morte del romano Luca Sacchi e a “Quarto Grado” la madre urla tra le lacrime: “Non la potrò mai perdonare. Me l’ha portato via”.

Il processo che si sarebbe dovuto svolgere il 31 marzo, per colpa del coronavirus è slittato a maggio, fra pochi giorni tutti i personaggi che hanno portato alla morte  Luca Sacchi, dovranno rispondere davanti alla giustizia di quello che è successo la sera del 23 ottobre 2019. La famiglia di Luca aspetta il giorno del processo con trepidazione e rabbia: nulla e nessuno potranno più riportare in vita il ragazzo, e la madre, Tina Galati, intervenuta a Quarto Grado, contuinua ad urlare il suo dolore. Luca Sacchi fu ucciso con un colpo di pistola alla testa davanti il John Cabot Pub, a Roma. Si trovava nel posto sbagliato, nel momento sbagliato e, soprattutto, con la persona sbagliata: Anastasia. “Per me sono stati Anastasia e Princi a portare a morire Luca – dice tra le lacrime la madre di Luca – Se avessi Del Grosso che ha sparato qui tra le mie mani, io lo ammazzerei. Ha ucciso mio figlio, che faccio? Gli dico ‘bravo’? Però poteva essere lui o qualcun altro a sparare, ma a portare mio figlio là sono stati quei due. E io non glielo perdonerò mai”. La rabbia dei genitori del giovane si riversa tutta contro Anastasia Kylemnyk, la fidanzata 25enne del figlio, il cui ruolo nella morte di Luca Sacchi non è stato ancora chiarito. L’incertezza su un suo possibile coinvolgimento e la frustrazione per la freddezza dimostrata dalla ragazza nei giorni dopo l’omicidio non lasciano spazio a dubbi nella mente di Tina Galati. Che si rivolge direttamente a Anastasia dicendo: “Ultimamente ti interessava molto di più Princi e il bravo ragazzo, Luca, non ti faceva più comodo. Tu gli ultimi mesi lo hai fatto stare male e io non lo perdonerò mai. C’hai portato via il sole, maledetta!”.

Anastasiya, 25 anni, è accusata di spaccio, mentre Del Grosso di omicidio volontario. Oltre al killer sono sotto processo – sempre per quest’ultima accusa – Paolo Pirino e Marcello De Propris. La riunione delle posizioni è dovuta alla decisione di essere giudicata con il rito ordinario fatta da Anastasiya, imputata perché secondo la procura avrebbe dovuto concludere uno scambio di 15 chili di marijuana con Del Grosso e Pirino. Questi ultimi, come De Propris, hanno chiesto il rito abbreviato lo scorso 11 marzo, ma il gup ha respinto la richiesta. Anastasiya nel processo è anche parte civile, per la rapina subìta quella notte con il colpo di mazza ricevuto da Del Grosso e Pirino. Assente invece nel processo la «mente» dell’affare. Giovanni Princi, ai domiciliari: sarà giudicato per spaccio con rito abbreviato.

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Sono le 22.50 circa del 23 ottobre, la sera in cui Sacchi viene ucciso. Sul marciapiede di via Mommsen si vedono tre ragazzi: Giovanni Princi, Valerio Rispoli e Simone Piromalli (l’unico senza barba), che percorrono la strada lentamente chiacchierando fino ad arrivare al pub.

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