cronaca politica

Sondaggi: povero Salvini, sempre più giù, la Meloni raddoppia i consensi

8 Istituti demografici delineano una situazione politica contrastante. Non si ferma il calo della Lega, il partito di Matteo Salvini sembra uscire malissimo da queste settimane segnate dall’avvicinamento e poi dall’avvio della Fase 2. Trionfo Meloni.

La Supermedia commissionata dall’Agi a ben 8 istituti demografici, indica un consenso politico degli italiani tutto da leggere. Sono dati che riguardano le ultime settimane, quindi bisogna tener conto degli umori dei cittadini in piena Fase 2, delle decisoni e delle non decisioni di Conte, e di ciò che concretamente ha fatto l’opposizione per far sentire la propria voce. Tutti segnali che potrebbero poi cambiare a fine pandemia. Forse. Tutti i sondaggi – senza eccezioni – fanno registrare un calo per la Lega, che quindici giorni fa valeva in media il 28,1% e che oggi risulta calata al 26,7%. Il vantaggio della Lega sul Partito Democratico, che solo un mese fa ammontava a 8-9 punti, oggi è sceso al 5,4%, ma i democratici non perdono e non vincono, sono immobili poco sopra il 21% dei consensi (21,3% il dato di oggi). A beneficiare del calo leghista sembrano essere due soggetti ben precisi: da un lato il Movimento 5 Stelle, che guadagna oltre un punto e risale sopra il 16% e non accadeva da sei mesi. Dall’altro, Fratelli d’Italia, che abbatte la soglia del 14% per la prima volta nella sua storia. Rispetto allo scorso settembre, quando si è formato il nuovo Governo Conte, FDI ha praticamente raddoppiato i propri consensi. Tutti gli altri partiti appaiono estremamente stabili, con Forza Italia al 6,5%, Italia Viva al 3,3% e gli altri partiti – tutti di sinistra o centrosinistra – sotto il 3%. Dunque si restringe la forbice tra maggioranza e opposizione: prima dell’emergenza Coronavirus, tale divario era arrivato a superare gli otto punti percentuali, mentre oggi la coalizione giallo-rossa (PD-M5S-IV-sinistra) è a meno di cinque punti dal centrodestra.

L’operato del Governo è promosso dal 67% degli italiani interpellati dall’istituto Demos, una quota praticamente doppia rispetto a quella (34%) di quanti promuovono l’opposizione. Leggermente diversa, ma simile nei risultati, è la domanda posta da Ipsos: chi si è comportato meglio durante le ultime settimane? Qui il 43% indica il Governo, il 29% l’opposizione; tra i leader politici spicca la figura del premier Giuseppe Conte, indicato dal 34%, seguito a grande distanza da Giorgia Meloni, con il 19%.

Giorgia Meloni raddoppia i consensi

Quanto durerà questo governo?

Nella rilevazione dell’istituto Ixè dello scorso gennaio solo il 24% degli intervistati era convinto che il Conte II potesse durare fino a fine legislatura, oggi invece tale percentuale è salita al 36%. Da sottolineare, però, come un 23% degli elettori (quasi uno su quattro) leghi direttamente la permanenza dell’esecutivo alla durata dell’emergenza Covid-19. Emergenza che è entrata ufficialmente, dallo scorso lunedì, nella “Fase 2”, quella della ripresa (graduale) delle attività interrotte dal lockdown della Fase 1. Rispetto alle riaperture annunciate, la maggioranza relativa degli italiani sembra ben disposta. Su questo tema, i sondaggi più recenti confermano il quadro visto già la scorsa settimana. Le misure previste dal Governo per la Fase 2 vanno bene per il 55% degli intervistati secondo Ipsos, per il 48% secondo Ixè e per il 39% secondo Demos; si tratta invece di riaperture troppo “timide” per circa un terzo abbondante degli intervistati (33% Ipsos, 28% Ixè, 39% Demos) e, al contrario, troppo “ardite” per una quota decisamente più ridotta (11% Ipsos, 14% Ixè, 18% Demos). Nel complesso, i cittadini italiani sembrano cautamente ottimisti: secondo Ixè, il 51% è fiducioso che con le riaperture non riprenderà la diffusione del virus, mentre il 39% teme una ripresa dei contagi e un conseguente ritorno al lockdown della Fase 1.

Il 78% degli italiani, secondo l’istituto EMG,  è favorevole a riaprire le scuole solo a settembre, come annunciato dalla ministra Azzolina. Lo stesso istituto rileva un forte consenso verso la misura del reddito di emergenza (500-800 euro), che vede favorevole il 68% del campione. Più caute le opinioni sulla riapertura di estetisti e parrucchieri, per i quali il Governo aveva indicato la data del 1° giugno ma che, dietro l’impulso di diverse Regioni, si sta studiando il modo di anticipare di un paio di settimane: il 54% condivide l’opinione che questi esercizi possano riprendere prima della fine del mese.

Decisamente più divisiva è invece la questione che sta agitando le acque in seno allo stesso Governo in queste ore: la regolarizzazione degli stranieri impiegati (spesso con modalità di vero e proprio sfruttamento) nel nostro settore agricolo. Su questa proposta, avanzata con vigore dalla ministra Bellanova e fortemente avversata da Lega e FDI (ma anche da esponenti del M5S) gli italiani sono spaccati: prevalgono leggermente i favorevoli (42%) sui contrari (39%) ma una quota consistente (21%) non si esprime.

 

 

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