cronaca

Sarah Scazzi, il cuore spezzato della mamma: le perdono solo se dicono la verità

 

La madre di Sarah Scazzi, Concetta Serrano, ha parlato della possibilità di perdonare Cosima e Sabrina, sua sorella e sua nipote, condannate all’ergastolo per il delitto della 15enne. Le parole della donna durante un confronto in diretta Facebook.

Oggi Sarah avrebbe 25 anni. Ma la sua vita fu spezzata dieci anni fa per colpa di gelosie e ignoranza. L’omicidio della ragazzina fu commesso il 26 agosto 2010 ad Avetrana in provincia di Taranto. La vicenda ebbe un grande rilievo mediatico in Italia, culminato nell’annuncio del ritrovamento del cadavere della vittima in diretta sul programma Rai Chi l’ha visto? Concetta Serrano, la madre, oggi ha il viso scavato dalla sofferenza, ma il suo grande cuore le ha fatto dire cose che in pochi si sarebbero aspettati. Una donna apparentemente forte, come ha dimostrato in tutti questi anni di calvario giudiziario e di sofferenza per le carezze di una figlia che le sono state negate. Concetta ha parlato del suo dolore di madre nel corso di una diretta Facebook trasmessa sul profilo dell’avvocato Nicodemo Gentile, nell’ambito dell’appuntamento social che il legale ha voluto dedicare ai grandi casi di cronaca e che è intitolato “Con tono gentile”.

“Non puoi pensare che ti abbiano tolto una figlia in quel modo – ha raccontato in maniera sommessa Concetta –, nemmeno una bestia si ammazza in quel modo. Una tristezza difficile da portare avanti“, ha aggiunto, sottolineando come la sua fede le abbia permesso di trovare la forza e il coraggio di non cedere all’immane tragedia. “Un genitore non accetta che il figlio muoia prima, poi in quel modo. È una cosa che non si può definire“.

Concetta Serrano, mamma di Sarah Scazzi

Per mamma Concetta, come ricorda l’avvocato Gentile, Sarah è sempre stata la sua “bimba”, per quella fisiologica inclinazione che lei stessa ha spiegato durante la diretta: “Per i genitori un figlio è sempre un bambino, non cresce mai“. Concetta Serrano non ha mai nascosto la confusione interiore e i mille interrogativi che gravitano intorno a un omicidio maturato in una famiglia, quella dei Misseri, che avrebbe dovuto proteggere la sua piccola e che, prima di quel 26 agosto 2010, era la sua seconda casa. Concetta, ancora oggi, si chiede come sia possibile non dire il vero davanti a una tragedia simile. Michele Misseri continua ad autoaccusarsi dell’omicidio, anche se per la giustizia è responsabile del solo occultamento del cadavere della 15enne che gli è costato una condanna a 8 anni di carcere.

Il perdono ad una condizione. “Sono persone che mi hanno tradito e mi hanno ucciso una figlia, e ancora sostengono la loro innocenza. Ti senti ancora più ferita. Sarebbe bello che loro dicessero la verità. Potrei anche perdonarle, se dicessero la verità. Ma se continuano con questa menzogna non ha senso“.

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