cronaca

Bellanova, gli invisibili non sono solo immigrati: disabili e invalidi ignorati dal governo

“Nessuno resta indietro”. Recitava così lo slogan di un governo che promette di aiutare gli ultimi, ma che invece non fa altro che calpestare i loro diritti.

Più passano i giorni, più giornalisti e cittadini iniziano a prendere confidenza con le varie norme contenute nel Decreto Rilancio emanato dal governo. 

E non ci è voluto molto affinché le prime critiche investissero l’esecutivo guidato dal premier Giuseppe Conte. Una delle accuse più forti è quella di aver trascurato le categorie più bisognose di aiuto, in un Dcpm che aveva come scopo, come d’altronde si può evincere dal nome, di offrire un valido supporto a tutte le persone che a causa del lockdown, si ritrovano in grosse difficoltà economiche. 

Ed effettivamente, andando a guardare i contenuti del decreto, una domanda sorge spontanea.  Ma esattamente chi è che cosa il governo intendeva rilanciare con questo provvedimento?

Ad esempio, nel testo definitivo pubblicato in Gazzetta, è scomparso d’improvviso il bonus da mille euro per tutti quei medici, infermieri e operatori sanitari che si ritrovano in prima linea a combattere l’emergenza coronavirus.

E non parliamo certo di una cifra così imponente da mettere in difficoltà il bilancio dello stato, considerato anche il fatto che la maggioranza continua a sostenere che per la prima volta da anni si sta stanziando una quantità di denaro che normalmente a loro parere veniva erogata in 4, 5 finanziarie annuali. 

E adesso è arrivata anche la denuncia dell’Anmic, l’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili, e della Federazione Italiana per Superamento Dell’Handicap. Già diversi giorni prima che il decreto fosse emanato, queste associazioni avevano duramente rimproverato il governo di stare trascurando in modo vergognoso tutti gli Invalidi Civili Italiani e le persone affette da disabilità.

Anche perché, come hanno ricordato alla maggioranza di governo, la loro tutela è espressamente prevista nell’articolo 38 comma 1 della nostra costituzione, che sulla questione dice chiaramente che “ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale”. 

È invece tutto quello che hanno ottenuto da questo decreto è un contributo di 285 euro mensili. Una somma semplicemente ridicola, che di certo non può garantire alcun tipo di sostegno a chi è affetto da invalidità. E che anzi, sembra quasi una presa in giro, considerato che ad esempio chi percepisce il Reddito di Cittadinanza, si vede corrisposto un contributo mensile di 780 euro al mese. 

È proprio nel timore che il governo continuasse a perseguire questa strada di totale indifferenza verso le la loro categoria, l’Anmic aveva inviato direttamente alla Presidenza Del Consiglio una lettera in cui si gli si chiedeva di prendere il prima possibile dei provvedimenti che permettessero di sostenere in modo dignitoso  le persone affette da disabilità e i familiari che si occupano di assisterli.

Le proposte avanzate dall’Associazione erano principalmente due. Un aumento delle pensione per gli invalidi al 100 per cento pari a 516 euro mensili, e l’incremento degli assegni assegni per le invalidità parziali pari a 485 euro . 

Tutte richieste che sono state totalmente ignorate dal governo. E questo è semplice vergognoso, considerato che ci ritroviamo ad avere a che fare con un esecutivo che più volte si è sentito in dovere di ripetere ai cittadini l’ormai famoso slogan del “nessuno resterà indietro”.

Una frase che aveva indotto alla speranza migliaia di persone, che per una volta hanno forse creduto che ci si potesse confrontare con una politica che si occupasse davvero degli ultimi. 

E tutto questo mentre si propone di regolarizzare e dare diritti agli immigrati clandestini. Chiariamoci, la proposta è sacrosanta perché questi stranieri che da anni vengono sfruttati in ogni settore, hanno tutto il diritto in una democrazia come la nostra di vedersi riconosciuti questi diritti che possono sottrarli alle terribili condizioni di sfruttamento a cui sono sottoposti. 

Anche se va aggiunto che questo avviene con le motivazioni del più bieco capitalismo. Li si vuole regolarizzare non in quanto esseri umani che meritano dignità, ma affinché partecipino al meglio alle attività produttive del paese. 

Ma cosa devono pensare di questo gli invalidi e disabili? Che il governo premia gli immigrati perché lavorano, mentre loro che non hanno la possibilità di farlo sono una categoria che non merita attenzione?

Non si può che concludere che per l’ennesima volta ci troviamo di fronte alla crudeltà di chi a parole promette di proteggere gli ultimi, e nei fatti gli regala l’amarezza di dover constatare che come al solito, per chi sta al potere, loro non contano nulla.

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