cronaca

Fase 2: abbiamo ritrovato la libertà ma per molti commercianti l’incubo continua

Possiamo finalmente uscire da questa quarantena che ci ha stremato, ma per molti commercianti l’incubo continua.

Inizia oggi finalmente la tanto conclamata Fase 2. Una notizia che ci fa tirare un sospiro di sollievo, perché la quarantena che ci ha costretti a rimanere nelle nostre abitazioni a partire da quel 7 Marzo in cui il premier Conte dichiarò l’intero paese zona rossa, è stata una privazione di libertà così grande che la porteremo con noi per il resto della nostra vita. 

Non è certo stato un periodo semplice. Nessuno di noi si era mai ritrovato in una tale situazione di costrizione, strappato da ogni abitudine quotidiana e costretto a rimanere tra le mure di casa separato dai propri amici, dalle fidanzate e dagli affetti più cari. 

La speranza è che tutto questo sia davvero servito a proteggerci, e va detto che i numeri che abbiamo a disposizione sull’andamento dei contagi da Covid-19 sembrano effettivamente confermarlo. Anche se non dobbiamo dimenticare, che sono gli stessi virologici a ripeterci da settimane che ci sarà un’ondata di ritorno e che dunque dobbiamo utilizzare questa ritrovata libertà con la dovuta cautela. 

Detto questo, se abbiamo cuore le sorti economiche del nostro paese, tutto sommato abbiamo ben poco da festeggiare. 

L’ingiustificabile confusione generata dal governo riguardo le norme di sicurezza da adottare, hanno infatti convinto molti commercianti, in particolare quelli che operano nella ristorazione, a non riaprire i loro locali. Senza poi considerare tutti gli imprenditori che al momento sono costretti a sospendere qualsiasi attività produttiva finché le direttive emanate dal Ministero riguardo la sicurezza sanitaria non saranno soddisfatte.

Sia chiaro, fare in modo che le aziende assicurino la massima protezione sanitaria possibile a dipendenti e clienti è legittimo e doveroso. 

Il problema però è stata la lentezza con cui queste direttive sono state inviate alle imprese. Bastava semplicemente informare i commercianti con il dovuto anticipo sulle misure di sicurezza da intraprendere, e sarebbe stato tutto più semplice. Senza dimenticare poi che il governo non ha fornito al momento alcun sostegno economico per le spese di sanificazione che saranno sicuramente ingenti.

Un’ulteriore mazzata per tutti quei locali che sono già sull’orlo del baratro economico a causa del lockdown. Restano poi molte limitazioni per diversi settori che saranno tolte soltanto nel mese di giugno.

A partire dal 15 Giugno si potrà tornare ad assistere agli spettacoli all’aperto per un numero massimo di 1000 persone. 

In questa stessa data, anche cinema, concerti e teatri potranno ripartire. Dovranno però rispettare la distanza di un metro per personale e spettatori. Per gli spettacoli che invece si terranno al chiuso , il numero massimo di persone che i locali potranno ospitare sarà di 200. Alle Regioni viene inoltre assegnato il compito di poter cambiare la data riapertura di queste attività a seconda dell’andamento dei contagi. 

Rimane il divieto di apertura per le discoteche e le sale da ballo. 

Dal 25 maggio alle piscine sarà permesso di riaprire ma anche qui, le Regioni avranno la possibilità di modificare la date per le stesse motivazioni esposte in precedenza. Inoltre queste dovranno sottostare a diversi obblighi che non saranno semplici da rispettare. Il numero massimo di persone che potranno ospitare sarà 25, e ogni volta che una persona o una famiglia lascerà la sua postazione, sarà necessario disinfettare ombrelloni, lettini e sdraio.  La distanza di sicurezza da rispettare nelle vasche sarà di 7 metri. 

Gli spostamenti interni all’Unione Europea, partire dal 3 Giugno saranno di nuovo consentiti. Restano però vietate le partenze verso altri paesi, a meno che non ci siano delle comprovate esigenze lavorative o di salute. Il governo ha però deciso su questo tema di fare una sola eccezione e di consentire il rientro di chi si trova in Italia ma possiede un domicilio all’estero. 

Per quanto invece riguarda il calcio, al momento il comitato scientifico non ha ancora convalidato le linee guide per la ripresa degli sport di squadra che erano state presentate il 12 Maggio. Dunque, restano consentiti esclusivamente gli allenamenti individuali.

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